La Signora Eugenia e il passero solitario

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cap. 9) I nodi vinciani

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La tecnica contemporanea di produzione delle bottiglie prevede che sul fondo delle stesse siano impressi a rilievo dei segni, normalmente dei semplici rilievi dal disegno casuale, i quali servono a impedire che il pezzo incandescente appena uscito dalla macchina che dà forma alla goccia di vetro si attacchi al nastro trasportatore che avvia le bottiglie alla fase di lavorazione successiva.


nodi01Il gioco della bottiglia Leo continua con il disegno del suo fondo, che allude esplicitamente ai cosiddetti “nodi vinciani”, nome che deriva dai vinci appunto, o salici purpurei, che danno nome al paese natale di Leonardo.
Di questi motivi ornamentali ad arabesco esistono diverse versioni, tra le quali una serie di sei stampe eseguite su suo disegno da un incisore milanese e oggi custodite a Milano nella Biblioteca Ambrosiana. Concepiti probabilmente già prima di lui e impiegati per la decorazione di ricami, tessuti, cuoi, armi o gioielli, sono stati interpretati come una croce di Sant’Andrea legata al simbolo dell’infinito. I nodi vinciani appaiono in molti dipinti di Leonardo (come la Gioconda e la Dama con l’ermellino), ebbero una certa fortuna nelle arti decorative del Cinquecento non solo in area lombarda e divennero in tutta l’Europa centrale un motivo decorativo molto usato. Leonardo pare identificarsi nel nodo infinito, che ha la forma di un nodo continuo nell’intreccio di due segni di infinito, come a voler elevare i nodi vinciani a simbolo di segreta conoscenza.